Roland Garros, Auger-Aliassime: “Devo iniziare a vincere le partite in maniera più convincente”
Non è stata una vigilia semplice per la testa di serie canadese Felix Auger-Aliassime, costretta a una lunghissima e logorante attesa prima di poter finalmente scendere in campo (e vincere a fatica) contro lo statunitense Brandon Nakashima. Una situazione psicologicamente complessa che gli ha permesso di assistere a quasi tutti i match di giornata, ma che rende sempre complicato trovare subito il ritmo giusto. “Sì, sono consapevole di quello che succede. Ho dovuto aspettare tutta la giornata per giocare, quindi ho potuto vedere tutte le partite”, ha ammesso il nativo di Montreal al termine del match. “Mentre aspetti il tuo turno, è difficile scendere in campo e fare subito tutto bene”. Nonostante una preparazione meticolosa, non è mancata una dose di sana autocritica in vista dei prossimi turni: “Resta il fatto che sì, inevitabilmente sento di dover fare di meglio, ossia vincere le partite in modo un po’ più convincente, poiché fisicamente potrebbe iniziare a diventare più difficile se le mie partite durano in media quattro ore ogni volta, ogni giorno”. Il prossimo turno e una vecchia rivalità: “Un finto cileno o un finto canadese?” Ad attenderlo al prossimo turno ci sarà un volto decisamente noto, quello del cileno Alejandro Tabilo, dando vita a un incrocio dalle sfumature particolari e dalle radici lontane. Con un sorriso, il tennista ha ironizzato sulle origini del suo avversario: “Non so se sia un finto cileno o un finto canadese, vedremo… Vedremo chi vincerà”. Ha ironizzato Felix. Quella con Tabilo, del resto, è una sfida che evoca ricordi d’infanzia, anche se i precedenti nel circuito maggiore sono quasi inesistenti (uno solo, con vittoria di Auger-Aliassime, lo scorso anno a Shanghai). “È vero che ci conosciamo da molto, la prima volta che l’ho visto avevo 8 anni, lui è più grande di me, ma ci conosciamo da tanto tempo. Abbiamo giocato contro solo una volta, a Shanghai. Quindi non ci sono molti punti di riferimento da quel punto di vista, non c’è una grande storia tra di noi, ma è un avversario incredibile, quindi sarà una bella partita”. La ricetta contro la pressione del tabellone: “Isolarsi da tutto questo rumore” Infine, sollecitato sul tormentone del momento che vede il tabellone aperto dopo le recenti sorprese del torneo, il canadese ha mostrato grande maturità nella gestione della pressione mediatica, svelando il suo approccio per non farsi distrarre dalle speculazioni degli ultimi due giorni. “Penso che darei lo stesso consiglio che darebbe chiunque altro. Cioè che se abbiamo delle persone care intorno a noi, o se ci facciamo una domanda, se facciamo i coach di noi stessi, ci diciamo: ‘Ok, cosa dobbiamo fare?’. La ricetta per andare avanti è tanto semplice quanto rigorosa: “Concentrarci sul nostro tennis, vedere come battere il prossimo avversario e recuperare. Isolarsi un po’ da tutto questo rumore, non guardare troppo i social media. Sono cose che metto in pratica già da diversi anni, di conseguenza non cambierò la mia routine adesso”. ...